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Martedì 25 Febbraio 2020




Autismo: dalle scuole speciali ad un'accoglienza speciale

Pass, il progetto pilota dal Vomero sarà esteso a tutta Napoli

genio einsteinSarà esteso a tutta la città Pass, progetto pilota che coinvolge bambini autistici, scuole e famiglie, sviluppato da due anni e mezzo dal Nucleo Operativo di Neuropsichiatria Infantile del Distretto Sanitario 27 (Municipalità 5, quartieri Vomero Arenella). La dott.ssa Luisa Russo, referente autismo dell'Asl Napoli 1 Centro, ci racconta cosa si sta facendo per rendere più serena la vita dei minorenni con disturbo dello spettro autistico.

Si chiama Pass, progetto di adozione scolastica e sociale, il percorso sperimentale della ASL Napoli 1 Centro proposto nella V Municipalità di “adattabilità” ambientale per migliorare la qualità di vita dei bambini e degli adolescenti affetti da autismo o da disturbo pervasivo dello sviluppo. Nei quartieri Vomero-Arenella sono 102- oltre 1/5 dei bambini e degli adolescenti in carico presso il Nucleo Operativo Distrettuale di Neuropsichiatria Infantile -i minorenni che  rientrano in una delle varie forme di autismo, mentre mancano dati certi sul resto della città.
Ci sono mille sospetti, ma non si è ancora compreso da cosa dipende l'autismo. Ciò che è invece sicuro è che si può rendere la vita dei bambini e dunque degli adulti autistici più serena facendo leva sulle loro potenzialità e non sulle loro difficoltà verbali, cosa che invece li rende frustrati, seguendo il detto di Albert Einstein: "Ognuno è un genio, ma se si giudica un pesce dalla sua abilità a salire sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido".
"Alla fine degli anni ’70- spiega Luisa Russo- , fortunatamente sono state chiuse le “scuole speciali” per bambini con disabilità e oggi si hanno più strumenti per modificare i percorsi terapeutico-abilitativi di questi bambini limitando il ricorso, in età adolescenziale e adulta, a strutture assistenziali di tipo seminternato o internato. Tuttavia in alcuni casi sono le stesse famiglie a limitare le relazioni dei figli con l'esterno per i comportamenti particolari dei bambini ritenuti molesti come il silenzio e la difficoltà di esprimersi verbalmente. Noi vogliamo rovesciare il paradigma secondo cui siamo tutti uguali, noi diciamo che siamo tutti diversi, ma con gli stessi diritti. E' quindi l'ambiente a dover diventare accogliente per il ragazzo e non lui a doversi modificare per essere accettato dall'ambiente. Il bambino con autismo viene presentato alla classe così come è, con tutte le sue problematiche: sono poi i compagni di classe, attraverso il lavoro di approfondimento e di sensibilizzazione sul tema svolto dalle insegnanti e dall’equipe di neuropsichiatria infantile,  a cercare le strategie più adatte per l’inclusione del loro compagno".
Tale progetto denominato “Siamo tutti diversi…ma con gli stessi diritti” sta attualmente coinvolgendo oltre le scuole, anche le Comunità locali. L'equipe di lavoro formata dal Nucleo Operativo di Neuropsichiatria Infantile e dagli insegnanti si riunisce una volta a settimana per analizzare i singoli casi e definire le tecniche abilitative più innovative ed alternative per comunicare con i bambini speciali, come l'uso di immagini o gli ausili informatici ma soprattutto per promuovere la cultura dell'inclusione delle varie diversità.
Pass è un progetto di adozione scolastica, ma anche sociale, a tal riguardo sono state coinvolte direttamente in progetti e percorsi abilitativi sperimentali alcuni locali e botteghe dei quartieri Vomero e Arenella (una pizzeria, un cinema, un circolo sportivo) ed è stata creata una banconota con i simboli della comunicazione aumentativa alternativa, ormai conosciuta nel web ed accettata da diversi negozianti, che rende più semplice tanti percorsi verso maggiori livelli di autonomia. È stata anche realizzata una segnaletica ad hoc in alcuni luoghi pubblici del quartiere Vomero, verificando quanto una modifica “semplice” dell’ambiente lo renda effettivamente inclusivo. Spesso le persone con disabilità, soprattutto bambini, per riconoscere i luoghi hanno bisogno di riferimenti visivi e di indicazioni chiare su come muoversi e fruirne. La Direzione Aziendale si è impegnata a destinare un appartamento di cinque stanze nel quartiere vomero in via Morghen, 84 per la costituzione del primo “social club” per adolescenti con disturbo dello spettro autistico.
Il cinema Vittoria ha lanciato un segnale importante: dal 1 aprile, tutti i film per ragazzi prevedranno una proiezione con ambiente "modificato" secondo le esigenze di bambini con difficoltà espressive ovvero con luci soffuse, un volume più basso dell'audio e consentendo la libertà di movimento in sala.
"Crediamo fortemente nella territorialità- continua la responsabile-, non crediamo che sia positivo allontanare i ragazzi dalle famiglie o spostarli in un centro. Ed è provato che se si lavora fin dalla prima infanzia sull'autonomia i risultati sono migliori e la vita dei ragazzi più facile. Lo stesso sistema scolastico si sta modificando e diventando più attento alle esigenze dei bambini speciali.  Per un bambino autistico in prima media, cinque compagni con gli insegnanti hanno organizzato dei giochi seguendo le sue modalità di interazione e tutti si sono divertiti molto. Si pensa che i bambini autistici siano tristi e aggressivi, ma lo diventano solo quando sono incompresi. A testimonianza di ciò i genitori che hanno partecipato al progetto hanno realizzato un cartellone con le fotografie dei sorrisi dei bambini".
Dall’Autismo non si guarisce ma un intervento precoce, globale, e, non di meno, rispettoso della persona e delle sue specificità, fa la differenza e permette notevoli miglioramenti clinici e un innalzamento del livello di qualità della vita di chi ne è affetto, del suo nucleo familiare e degli altri suoi sistemi di appartenenza, è testimone di ciò un ragazzo autistico diplomatosi al liceo Giustino Fortunato grazie a programmi e ad un esame speciale improntato sulle discipline per cui il ragazzo è portato e che grazie alla sua abilità nel disegno ora si è iscritto all'accademia di belle Arti.
Il progetto Pass verrà esteso dalla Asl Napoli 1 a tutta la città di Napoli, coinvolgendo i Nuclei Operativi di Neuropsichiatria Infantile dei diversi distretti sanitari. "Il primo passo- conclude Russo- sarà fare un monitoraggio su tutto il territorio per capire quanti sono i minorenni con disturbo dello spettro autistico in città".

AdG

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