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Martedì 25 Febbraio 2020




"Dove Mangiare, Dormire, Lavarsi"

Bussola per la città, la guida della Comunità di Sant'Egidio

20150317 114035In attesa della visita di Papa Francesco a Napoli la Comunità di Sant’Egidio presenta la IX edizione della guida Dove, mangiare, dormire, lavarsi a Napoli e in Campania, dedicata ai senza dimora. "E' una bussola per chi è senza dimora, ma soprattutto per chi vuole essere di aiuto", riferisce Benedetta Ferone, responsabile dell'area senza dimora della Comunità di Sant'Egidio e curatrice della guida.

Il volume tascabile, pubblicato grazie al contributo del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) e distribuito ogni anno dalla Comunità di Sant'Egidio, è un aiuto alla sopravvivenza dei più poveri e di chi non ha dimora ed è realizzato grazie alla rete delle associazioni cattoliche e laiche che prestano la loro opera volontariamente. "Il primo dato positivo- spiega Ferone- è che la rete di aiuto si sta ampliando, segno di una vicinanza dei cittadini a chi ha perso tutto. Se sempre più persone hanno bisogno di aiuto, tutti abbiamo bisogno di dare aiuto. Ogni volta che si ridà dignità e valore alla vita di una persona è tutta la città che trae beneficio in termini di speranza e gioia".
La Comunità di Sant'Egidio incontrerà Papa Francesco sul lungomare di Napoli, sabato 21 marzo con una delegazione di senza dimora; la presentazione della Guida 2015 che si è svolta il 17 marzo, prima dell'arrivo del Papa vuole essere di buon auspicio.  "E' nota la sensibilità del pontefice nei confronti dei poveri, già dimostrata come cardinale di Buoenos Aires e ora con l'apertura di bagni e docce dedicati ai senza dimora in Vaticano. Crediamo che il Papa continuerà a sollecitare l'attenzione pubblica su questo tema drammatico", spiega Antonio Mattone referente della Comunità di sant'Egidio

La Guida: Sono 560 gli indirizzi utili a persone povere o senza dimora ad orientarsi a Napoli e in Campania raccolti nella Guida 2015, come sempre corredata da una mappa, stampata in 3.500 copie che saranno distribuite gratuitamente alle associazioni e ai senza dimora e anche, "grazie ad un accordo stipulato con il direttore- dice Mattone- per la prima volta verrà distribuita ai detenuti senza dimora che escono dal carcere di Poggioreale".  
Raccolti nella Guida: oltre 50 le mense, 29 centri di accoglienza, 20 centri con docce e guardaroba, 23 ambulatori medici, oltre 50 centri ascolto, 50 comunità di recupero e centri diurni per le dipendenze da alcol, droga e gioco, 41 centri e scuole di italiano per immigrati, ma anche centri dei servizi sociali territoriali, centri regionali di servizio per le dipendenze, agenzie interinali e biblioteche.

I dati dei poveri e senza dimora. I senza dimora sono in aumento secondo la Comunità di Sant'Egidio, che su un monitoraggio settimanale effettuato nell'arco di una settimana a febbraio 2015 durante la distribuzione di pasti in strada ha rilevato 850 persone senza casa che vivono per strada, 150 in più rispetto al 2014.
L'89% di esse sono uomini, l'11 % donne. "La percentuale di donne è passata dall'8% all'11% in due anni- chiarisce Ferone -, questo dato è preoccupante poiché per le donne la vita in strada è molto più complicata e pericolosa e mancano centri  specifici che forniscano accoglienza e protezione ".
La fascia d'età prevalente è quella adulta compresa tra 35 e 64 anni, rappresentata da oltre il 55% degli incontrati.
Le problematicheprevalenti che conducono alla strada sono la disoccupazione e lo sfratto, mentre l’alcoldipendenza appare in diminuzione (dal 27 nel 2013 al 21% del campione nel 2015), ma sono sempre più i dipendenti dal gioco a finire per strada.

Il riparo utilizzato da circa un terzo del campione sono baracche (31%), seguite da porticati, alloggi precari e stazioni della metro.20150317 120917
Diminuisce la presenza dei migranti: negli ultimi due anni dall'86% sono passati al 79%, mentre aumentano gli italiani. "Sempre più incontriamo nuclei familiari con figli- continua Ferone-, anziani, singoli, che perduto il lavoro, rischiano lo sfratto o sono già sottoposti a procedure esecutive. Pertanto è necessario più che mai prevenire queste situazioni creando una rete di protezione per le famiglie, perché non finiscano in strada o vengano tolti loro i figli come è accaduto ad Antonietta e al marito costretti inoltre ad andare a vivere in provincia poiché sfrattati. Antonietta ci ha chiesto aiuto per riprendere la sua vita in mano e col nostro supporto si è iscritta al corso serale per conseguire la prima media che sta frequentando in modo determinato. Sempre di più sono necessari centri di orientamento e accoglienza per famiglie".

Le storie. "C'è chi ci ha chiesto quante persone abbiamo tolto dalla strada in 23 anni- racconta Benedetta - questo non lo so, ma penso a Carmela, tossicodipendente che viveva in una tenda ai giardinetti che oggi è sposata e ha due bambini grazie al fatto che qualcuno ha creduto che la sua vita potesse cambiare. O ancora a Ciro finito in strada dopo che il suo datore di lavoro era morto e che è andato a mangiare nelle mense prima di ritrovare un lavoro, o a Raffaele infermiere finito in strada che abbiamo sostenuto in un momento difficile e nei giorni scorsi ci ha chiamato per festeggiare di aver trovato un nuovo lavoro. Queste storie cambiano la nostra storia personale e la storia collettiva. Aiutare chi è in difficoltà non lascia uguale nessuno".

Le proposte della Comunità di Sant'Egidio: "La realtà è che spesso i servizi sociali cittadini vengono a chiedere aiuto a noi- chiarisce Mattone-. Mancano punti di riferimento.Per loro, che è meglio sottolinearlo, non lo scelgono, ma vivono un dramma enorme, è urgente trovare risposte in termini di accoglienza a bassa soglia, diversificata (in particolare per donne e malati); dimissioni ospedaliere protette, residenza anagrafica".
Bisogna innanzituttoimplementare l’accoglienza a bassa soglia poiché i posti letto sono insufficienti e nel Centro di Prima Accoglienza c'è una lista d'attesa di un anno; bisogna assicurare dimissioni ospedaliere protette prevedendo un ricovero alternativo per i senza dimora fragili che escono dall’ospedale. Bisogna al più presto attuare la nuova delibera relativa alla residenza anagrafica che il Comune di Napoli ha istituito con delibera comunale nel 2003 come “via Alfredo Renzi”, poi sospesa di fatto da circa due anni ed ora in attesa di essere riavviata secondo la nuova delibera del 30 dicembre 2014.

"Siamo fermamente convinti che Napoli ha le risorse per rispondere alle domande poste dall’esclusione sociale- conclude la responsabile dell'area senza dimora di Sant'Egidio-  e per questo facciamo oggi appello a tutti uomini e donne, politici, associazioni, enti privati, singole persone perché mettano a disposizione le risorse necessarie per creare un fronte di resistenza alla povertà, per difendere chi è povero e non difenderci dai poveri".

AdG

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