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Lunedì 28 Settenbre 2020




Il Vomero pensato dai giovani

scuola-aulaIl Vomero? Un quartiere dove in questo periodo ci sono più patatine che persone. Questa sintesi efficace degli studenti che hanno partecipato ai laboratori di cittadinanza attiva realizzati nel corso de “La città dei ragazzi” manifestazione promossa nell’ambito del Forum delle Culture di Napoli. Ora c'è un Manifesto che racconta una città a misura di giovani.

Trecento studenti chiamati a descrivere la città hanno definito il Vomero un “posto pieno di luoghi in cui o ci si veste o si mangia.”  Riuniti, sabato 29 novembre, nel teatro dell’Istituto Sacro Cuore dei Salesiani dalla cooperativa La Locomotiva, dalle associazioni Caraxe, Psicologi in Contatto,  Associazione Ventitrè, e dalla Municipalità 5, erano arrivati dagli istituti superiori Siani, Sannazzaro, Sacro Cuore, Pansini di Napoli e Giordani di Caserta per elaborare proposte utili a modificare la vivibilità del quartiere. Divisi in gruppi tematici si sono soffermati sui temi della Pace, della Diversità culturale, dello Sviluppo Sostenibile, della Conoscenza guidati da educatori che hanno fatto da facilitatori del confronto nell’elaborazione di sogni e bisogni.

"E' stata una scommessa- racconta Arnaldo Rossi, coordinatore delle attività realizzate da La Locomotiva Onlus- L'idea è che queste varie istanze possano diventare piattaforma per la comunità educante per realizzare una serie di attività, a partire dalla rete di scuole sul territorio".
Le indicazioni dei ragazzi di fatti sono state raccolte in un Manifesto di Comunità e sono state ascoltate dai rappresentanti della Municipalità: il presidente Mario Coppeto e i presidenti di Commissione Marco Gaudino e Luigi Felaco.

Il Manifesto che gli amministratori utilizzeranno  per immaginare e partecipare alla costruzione del futuro parla innanzitutto di un quartiere più ricco di luoghi dove potersi incontrare per socializzare idee da trasformare in cultura e sapere. I ragazzi vogliono costruire e abitare nuovi luoghi di aggregazione e incontro per generare un cambiamento in una zona che viene identificata e vissuta solo come un grande centro commerciale. "Partendo dall'esperienza dell'occupazione studentesca- racconta Daniela, 18 anni del liceo Pansini-  ci siamo chiesti cosa vogliamo cambiare e come. Nel mio gruppo abbiamo affrontato il tema della Pace parlando anche di pari opportunità, uguaglianza di genere e coppie omosessuali. E' vero che la scuola ci fornisce gli strumenti per capire e formarci una coscienza civile, c'è bisogno anche del fare, dell'impegnarci concretamente per cambiare i nostri quartieri. Partendo dalla sicurezza che a volte è più precaria di ciò che appare: penso ad una sparatoria avvenuta la settimana scorsa a Pianura, dove abito io, e di cui i giornali non hanno neanche parlato. Penso poi alle carenze che rendono la vita complicata come i trasporti cari e che non funzionano come dovrebbero o alla mancanza di luoghi di aggregazione. Ma ci sono anche esperienze positive come il parco Don Gallo di Soccavo che è stato liberato dagli spacciatori e dove il 7 dicembre ci incontreremo per addobbarlo per Natale".
Alcune azioni pratiche sono state realizzate in questi mese dai ragazzi delle scuole con la guida della Cooperativa La Locomotiva nell'ambito delle attività del Forum delle Culture come la pulizia di piazza Quattro Giornate, al corso di teatro di comunità, alla formazione sugli orti urbani realizzata nel bene confiscato Amato Lamberti". Trasversale a tutti i gruppi il desiderio di accedere al lavoro secondo le inclinazioni e il talento di ognuno e la voglia di potersi guadagnare da vivere ciascuno secondo le proprie capacità. Comune anche la voglia di esercitare il diritto a vivere, a studiare, a spostarsi e a divertirsi in un quartiere sicuro, pulito e servito da una rete di trasporti pubblici efficienti e di vivere in una comunità capace di includere tutti senza differenze.

AdG

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