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Giovedì 29 Ottobre 2020




Bagnoli: rischia di chiudere il Giffas

Fu creato negli anni ’70 dai lavoratori Italsider, oggi assiste 400 persone.  

disabili-accudimento

Rischia di chiudere a Bagnoli il Giffas, il Centro che da oltre 35 anni offre alle famiglie servizi di riabilitazione e di sostegno sociale.

Un tempo si chiamava “Gruppo Italsider Famiglie Fanciulli Subnormali”, poi diventato “Gruppo Italsider Famiglie Fanciulli Speciali”: oggi il Giffas è un  Centro di eccellenza di riabilitazione neuro-psico-motoria, con sede in via Coroglio, e rischia di chiudere a causa degli enormi ritardi nei pagamenti da parte della Asl Napoli 1 Centro.

Il Giffas nasce negli anni ‘70 con una sottoscrizione volontaria di 200 lire al mese degli operai dell’Italsider di Bagnoli con fratelli, sorelle, figli diversamente abili. In un’epoca in cui la disabilità era sconosciuta o quasi negata, e non c’era a chi rivolgersi, il Giffas diventa un punto di riferimento per la famiglie con figli “speciali”.

Fisioterapia, psicomotricità, fisiokinesi, terapia in acqua, medicina di base, sostegno psicologico agli utenti e ai loro familiari, attività di tipo educativo, sociale e di aggregazione, sono solo alcuni dei servizi offerti dal Giffas ancora oggi alle persone disabili, sia presso la sua sede che a domicilio. Il Centro opera in convenzione con la Asl Napoli 1 e serve circa 400 persone dei territori di Bagnoli, Cavalleggeri, Pozzuoli e Fuorigrotta.

Nonostante l’alta qualità riconosciuta dei suoi servizi, il Giffas rischia di chiudere a causa dei crediti dovuti dalla Asl Napoli 1: “Non abbiamo ancora ricevuto i pagamenti per le annualità  2006, 2009, 2010, 2011 mentre abbiamo avuto solo dei saldi per le annualità più vecchie. Abbiamo anche rinunciato al pagamento degli interessi per il ritardato pagamento, ma non siamo stati pagati. Nel frattempo Equitalia bussa alla porta e ci preoccupa. Da un lato lo Stato ci deve denaro, dall’altro ce lo chiede con interessi usurai”, spiega il direttore amministrativo Luigi D’Arcangelo.

Sessanta sono gli operatori con il fiato sospeso, che si stanno sacrificando pur di andare avanti. “Abbiamo congelato pagamenti dello stipendio 2011 - continua il direttore del Giffas - ma siamo in regola con gli stipendi attuali e siamo qui a lavorare. Quando la retribuzione si interromperà,  potrebbe venire meno l’impegno orario degli operatori a discapito delle terapie”.

Oltre ai servizi medici e psicologici ci sono tutta una serie di attività autofinanziate di cui i consiglieri del Giffas - familiari di portatori di disabilità o disabili che operano a titolo gratuito - non amano fare pubblicità: corsi di musico-terapia, teatro e altri laboratori artistici. “Ciò che facciamo lo facciamo per i ragazzi - spiega il presidente del Giffas, Armando Profili - e tutto ciò che guadagniamo lo reinvestiamo per loro. Non vogliamo pietismi, non stiamo elemosinando nulla, vogliamo solo che ci siano pagati i servizi erogati. Che ci vengano riconosciuti i nostri diritti”.

E uno dei diritti dei disabili e delle loro famiglie è quello di guardare serenamente al futuro, per questo il Giffas ha pensato di costruire una residenza volta ad assistere quei soggetti che i genitori non sono più in grado di accudire. È in fase di realizzazione una Casa Famiglia a Baia Verde nel Comune di Castelvolturno che vedrà anche l’impegno sociale degli anziani del territorio nel senso di un’integrazione tra pazienti e risorse umane del quartiere. Ma se i finanziamenti tardano ad arrivare, anche questo splendido progetto diventa incerto. Per informazioni: Giffas Via Coroglio 10/BIS - 80124 Napoli (NA) tel. 081 2420811

AdG

 

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