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Mercoledì 5 Agosto 2020




A Scampia un ambulatorio popolare di omeopatia

“Mi curo di me”, a promuoverlo il Centro Mammut.

mammutParte da Scampia il primo ambulatorio popolare e gratuito di omeopatia rivolto agli abitanti del quartiere e ai migranti del centro territoriale di Castel Volturno. A promuoverlo il Centro Mammut: "Nostro intento”, spiegano gli organizzatori, “ è promuovere un rapporto nuovo con salute e malattia, cominciando col restituire al paziente la responsabilità/potere della cura di sé”. Il 2 marzo la presentazione nella sede di piazza Giovanni Paolo II a Scampia.

Dopo anni di laboratori di innovazione sociale e pedagogica, attraverso un lavoro di ricerca – azione con gli abitanti del quartiere e i migranti, il Mammut sperimenta il suo modo di fare città a partire dal tema della salute. Si parte dall’ambulatorio popolare gratuito.  Una iniziativa resa possibile dall’impegno volontario del dottore Vincenzo Esposito, per lungo tempo medico di base in via Bakù e oggi responsabile di uno dei più affermati studi di medicina omeopatica nel quartiere Vomero. "Non vogliamo tappare i buchi di uno dei sistemi sanitari pubblici peggiori d’Europa", spiegano gli organizzatori, “Mettere in campo questa sperimentazione in uno dei quartieri più insalubri della città e all’interno della regione martoriata per qualità di acqua, terra e aria è un atto culturale e politico, prima che sociale. Tentativo di sganciare questo approccio medico dalla prerogativa esclusiva di chi è più ricco e più colto.”

L’iniziativa nasce da una riflessione amara sulle condizioni in cui versa il sistema sanitario regionale: “Al di là dei tagli, guardando alla quantità di soldi spesi in sanità nonché alla buona professionalità e sensibilità di molta parte di medici e personale paramedico campano, davvero risulta incomprensibile l’odissea di chi oggi in provincia di Napoli deve farsi anche una semplice risonanza magnetica”, spiegano gli operatori del Mammut. Una condizione intollerabile “a fronte della situazione gravemente compromessa di acqua, aria e terra che caratterizza la Campania”.

Nell’ambulatorio sarà possibile curarsi non solo con l’omeopatia, ma anche con i rimedi di altre importanti tradizioni mediche: ayuverdica, agopuntura, spagiria, cristalloterapia, cromoterapia, senza escludere le conquiste più innovative della cosiddetta medicina “ufficiale”. Si riallacciano così i fili con la sperimentazione avviata nel 1998 con la costruzione di una baracca ambulatorio all’interno del campo rom di via Zuccarini, terminata con l’incendio doloso che due anni dopo distrusse l’insediamento costringendo alla fuga i suoi abitanti. “Allora molti  rom che vivano nel campo trovarono nell’agopuntura un valido sostituto agli psicofarmaci che, come avemmo modo di constatare, venivano prescritti loro con una facilità allarmante, anche per un semplice mal di testa”, ricordano gli operatori del Mammut.

“Nessuna ogni volontà di sostituirsi al sistema medico pubblico – sottolineano i promotori . L’obiettivo è produrre cultura della salute pubblica, a partire dal miglioramento della vita di ciascun individuo e producendo consapevolezza collettiva su economie e politiche locali, nazionali e internazionali che oggi minano la vita del pianeta e di chi ci abita. Ancora una volta senza alcuna certezza, ma ricchi di dubbi e curiosità che alimenteranno questo nuovo filone di ricerca del Centro territoriale attorno alle possibilità di cura”.

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