Felice Luongo, l’uomo in più dell’Afro Napoli

Felice LuongoQuando si parla di Afro Napoli i lineamenti del suo viso diventano più dolci, il suo petto si gonfia d’orgoglio e gli si illuminano gli occhi dall’emozione. È l’identikit perfetto di Felice Luongo, l’uomo in più della dirigenza dell’Afro Napoli: un passato da tifoso biancoverde, un presente da dirigente novello con la curiosità dell’apprendista e un futuro tutto da scrivere.

Da supporter al nuovo ruolo il salto è importante anche perché il giovane 26enne è il fido consigliere de “il Che” Antonio Gargiulo: si tratta di una figura vicina al numero uno dei multietnici e alla squadra, sempre allineato alle scelte dirigenziali ed è esecutivo a tutti gli effetti nel mondo Afro Napoli sicché Felice Luongo dialoga “felicemente” e si confronta proprio con tutti nell’ambiente. Lui fa parte di uno quadro dirigenziale competente e ha condiviso infinite emozioni sugli spalti con ogni singolo componente raggiungendo un risultato meraviglioso come la conquista del campionato di Promozione nella stagione corrente. «L’Afro Napoli ti dà e non ti toglie nulla» è la dichiarazione d’amore di Felice Luongo che dedica tutto il suo tempo nell’arco della giornata alla causa biancoverde. E per chi non lo sapesse il giovane dirigente è anche il titolare di OìWood (sponsor ufficiale dell’Afro Napoli Femminile calcio a 5 e calcio a 11), un’azienda di interior design, e ciò spiega perfettamente come Felice sia un tuttofare e coltivi svariate passioni nella vita con determinazione.

Mi indichi un aggettivo che rappresenta il mondo Afro Napoli?

Stupendo: come ripete spesso il vicepresidente Francesco Fasano «noi dirigenti lavoriamo solo nel tempo libero» poiché tutto il resto della nostra giornata lo dedichiamo con gioia all’Afro Napoli e ciò che facciamo non ci pesa minimamente.

Quattro promozioni in cinque anni sono un grande biglietto da visita. L'obiettivo dell'Afro Napoli è alzare l'asticella. Qual è il settore che va potenziato?

Il settore giovanile: l'Afro Napoli è destinata a crescere nel tempo e i giovani sono un pilastro della nostra società. Abbiamo la forza, le capacità di pensare in grande e le competenze per poterlo fare grazie ad uno staff tecnico di prima fascia. Tra l’altro quest'anno abbiamo aggiunto alle nostre attività due squadre: l’Afro Napoli Femminile calcio a 5 e calcio a 11. Il nostro è un progetto che non conosce la parola fine e anno dopo anno va sempre migliorando.

Qual è il calciatore dell'Afro Napoli a cui sei particolarmente legato?

Aldair Soares: voglio bene a tutti i ragazzi della rosa ma lui per me è come se fosse un fratello. Oltre a essere il miglior bomber della storia biancoverde è una persona legatissima a questi colori e sta sempre sul pezzo. Era molto emozionato quando abbiamo vinto il campionato di Promozione contro la Neapolis. 

Quando hai capito che l'Afro Napoli potesse vincere il torneo di Promozione?

Dalla prima partita di campionato, Afro Napoli – Oratorio Don Guanella Scampia, perché si capiva che avevamo qualcosa in più: tutti dicevano sin dall’inizio che avremmo vinto il girone B ma non era così semplice come può sembrare, basti pensare al pareggio nella seconda giornata in casa del San Pietro. La nostra forza che risiede nel collettivo lo ha reso facile.

Qual è l’operazione di mercato di cui vai più fiero?

Quest’anno abbiamo creato un organico davvero forte. Tutte le operazioni di mercato sono state degne di nota però se proprio devo scegliere per una questione affettiva cito quella di Dodò, il ritorno del figliol prodigo, dopo la sua parentesi con l’Isola di Procida l’anno scorso. Anche Redjehimi è stata una grande operazione: non dimentichiamoci che lui si è aggregato con noi solamente a novembre.

La forza dell’Afro Napoli da dove parte?

Dalla serietà e competenza, due elementi imprescindibili nella nostra società. Ultimamente ho parlato con un nostro tesserato il quale mi ha detto che la differenza tra l’Afro Napoli e le sue ex squadre in cui ha giocato sta proprio nell’organizzazione e nella professionalità. Noi le promesse le facciamo e le manteniamo, al di là dei risultati.

Quali sono i calciatori che ti hanno sorpreso positivamente in questa stagione?

Gli under: D’Errico, Gargiulo e Gentile hanno disputato un campionato straordinario. Loro per come giocano sembrano under solo dal punto di vista burocratico. Penso poi a Babù, un giocatore che ha calcato palcoscenici importanti come la Serie A e che si è messo in discussione quest'anno all’età di 37 anni correndo come un ragazzino sulla fascia. Un grande plauso va anche a Dodò, Rinaldi e Velotti, gente che si fa sentire nello spogliatoio e che compone lo zoccolo duro della squadra.

Qual è la caratteristica principale del presidente Gargiulo?

È un uomo straordinario e fin troppo buono. “Il Che” è il primo tifoso della squadra e soffre emotivamente per i risultati della sua “creatura”. Inoltre è premuroso nei confronti di tutti i componenti dell’organico tanto da preoccuparsi se uno di loro addirittura non sa come arrivare agli allenamenti.

Qual è stato il momento più difficile da gestire da quando segui l’Afro Napoli?

La partita dell’anno scorso tra Nuova Ischia e Afro Napoli (1-1), semifinale dei playoff di Promozione. Pareggiammo ma non bastò per andare in finale. Il presidente stette male per quella cocente eliminazione. Posso garantire che quel risultato ci ha aiutato a crescere in esperienza e ha dato all’Afro Napoli grandi motivazioni: non a caso in questa stagione abbiamo vinto il campionato “senza aver mai fatto il pallone”.

L’anno prossimo le avversarie in Eccellenza cosa dovranno temere dell’Afro Napoli?

La nostra ambizione di migliorare giorno dopo giorno.

Qual è il potenziale in percentuale espresso dalla squadra in Promozione?

Direi il 70%: questa rosa credo che non abbia ancora espresso tutto il suo potenziale e quindi credo che abbia grandi margini di miglioramento.

Qual è la qualità principale di mister Ambrosino?

Il nostro tecnico ha dimostrato di avere qualità e professionalità e queste due caratteristiche combaciano appieno con i nostri ideali. Mi ricordo ancora quando il mister era molto arrabbiato giustamente per la prestazione offerta dalla squadra in seguito alla sconfitta dell’Afro Napoli in casa del Poggiomarino subito dopo aver vinto il campionato: Questi sono i dettagli di un vincente che non molla mai.

Qual è l’immagine più nitida che ti porterai dentro di questo campionato?

La rete di capitan Velotti in occasione della vittoria del campionato al Vallefuoco contro la Neapolis. Lui condivise la gioia di quel goal esultando con me e tutti i tifosi.

Quanto ha inciso il sostegno dei tifosi alla squadra per la vittoria del campionato dell’Afro Napoli?

Tantissimo: la Brigata Spalletella è stata il dodicesimo uomo in campo in tutte le partite e non ci ha mai lasciati soli. Prometto ai tifosi una cena nel caso in cui dovessimo vincere anche il campionato di Eccellenza l’anno prossimo.

Come giudichi questa stagione?

Direi che il bilancio è stato molto positivo: quest’anno abbiamo dimostrato di essere all’avanguardia: oltre alla prima squadra che ha conquistato il girone B di Promozione in modo leggendario, la Juniores è arrivata alla fase finale del Torneo Regionale e ha disputato un buon campionato, la nostra squadra femminile di calcio a 5 ha vinto il torneo di serie C2 ed è stata promossa in C1 al primo tentativo. Il nostro obiettivo è crescere in futuro.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Di potermi godere un giorno la partita Napoli-Afro Napoli nel settore ospiti dello stadio San Paolo.

Alessio Bocchetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA