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Mercoledì 21 Febbraio 2024




L’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli omaggia i piccoli ambasciatori di pace

bambini sahrawiLa città di Napoli, nel periodo che va dal 5 luglio al 24 agosto, ospiterà dodici bambini sahrawi. I piccoli, considerati veri ambasciatori di pace, provengo dai campi profughi nel deserto algerino dell’Hammada, creati nel 1976 quando il Sahara Occidentale, territorio d’origine dell’autogoverno sahrawi, fu invaso dal Regno del Marocco.

L’iniziativa è parte di un movimento di solidarietà internazionale che prevede l’ospitalità di 4.000  giovani sahrawi in diverse città europee. A Napoli, con la Foqus (Fondazione Quartieri Spagnoli) e la scuola Dalla parte dei bambini, da circa vent’anni proseguono iniziative di accoglienza estiva dei piccoli rifugiati ai quali viene assicurato un periodo di cure e di assistenza medica, una vacanza di scambi culturali e soprattutto di pace, lontano dalle durissime condizioni di vita a cui sono abituati.

Diverse sono le attività organizzate per il coinvolgimento dei piccoli rifugiati che saranno a Napoli per due settimane, per poi stabilirsi a Rivello (con l’Associazione Auser) e ad Ariano Irpino (con l’Associazione di volontariato Vita).

Giovedì 21 luglio, alle ore 19, una grande festa sarà organizzata nel cortile della fondazione Foqus (via Portacarrese a Montecalvario, 69). Ad omaggiare i dodici piccoli ambasciatori di pace sarà l’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli, un progetto pedagogico-musicale ispirato all’esperienza in Venezuela di José Antonio Abreu, ex ministro della cultura del paese sudamericano  e musicista.

L’orchestra, sorta nel giugno 2014 da un’idea di Enzo De Paola con la collaborazione di Gino Paoli, raggruppa 42 ragazzi che provengono da nazionalità ed estrazioni sociali differenti con l’obiettivo di coltivare nei più giovani l’interesse alla musica, al fine di prevenire e superare i disagi sociali e il fenomeno della dispersione scolastica. Con la direzione artistica di Bettino Mallozzi, l’orchestra è composta da ben 19 strumenti, ognuno dei quali prevede la collaborazione di un maestro di musica.

Nei giorni scorsi, tra le attività culturali e sportive organizzate per rendere più bella l’accoglienza dei bambini sahrawi e per riflettere sulla loro condizione di vita, c’è stata anche la proiezione del film documentario della regista Antonietta De Lillo, Sahrawi, voci distanti dal mare,  realizzato nel 1998 tra i campi profughi di Smara, Dakhla, Al Ayoun, ed Auserd e Roma. La proiezione è stata un’occasione per sottolineare il profondo legame, costruito nel corso degli anni, tra la nostra città, in particolare il mondo artistico ed intellettuale napoletano, e la popolazione sahrawi per la continua lotta all’emancipazione di questo popolo a cui è stata sottratta la propria terra.

Giovanna Amore

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