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L’assessore Palmieri: “sostenere i nidi pac a ogni costo”

annamaria palmieri 2Napoli ha tutte le carte in regola per diventare una città a misura di bambino, ma si deve ancora lavorare sulle aree verdi e sulla cultura del nido non da intendere come luogo di custodia ma come spazio educativo. La città ci sta provando eccome, secondo l’assessore alla Scuola e all’Istruzione del Comune, Annamaria Palmieri, a cui abbiamo chiesto lo stato dell’arte dei servizi per la prima infanzia a Napoli e soprattutto cosa sarà dei nidi aperti con i fondi della Comunità europea.

Il numero dei nidi è ancora insufficiente ma è anche vero che costa alla famiglia meno che nel resto d’Italia, per cui la nostra fascia più alta corrisponde a quella più bassa di altri comuni. Con i fondi PAC è stato fatto il possibile, pure con tutti i problemi burocratici, alcune iniziative sono andate meglio, ad esempio l’apertura delle Sezioni Primavera, altre peggio, come il prolungamento orario del nido, perché non è stata fatta una analisi a monte del fabbisogno delle famiglie. I nidi illegali? Gli diamo la caccia e ricordiamo alle famiglie che un nido non può costare 150 euro al mese perché significa che non viene rispettato il contratto nazionale del lavoro, non ci sono doppi turni e non c’è la giusta proporzione tra numero di maestre e di bambini”.

Ma in sostanza, l’amministrazione comunale prende un impegno: far camminare sulle proprie gambe le esperienze nate in questi ultimi due anni, dopo che i finanziamenti saranno esauriti.

M.N.

Gli articoli dell'inchiesta:

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