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ALICe Campania, a fianco delle persone colpite da Ictus

aliceSeguono le persone colpite da Ictus nel delicato momento del post, quando la vita cambia e uno dei principali nemici da combattere è la depressione. Ma non solo. I volontari di Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (ALICe) Campania, la onlus nata a Napoli nel 2000 con l’obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione all'Ictus, sostengono le persone colpite da malattia e le loro famiglie e lavorano per incentivare la ricerca scientifica.

A farne parte sono i pazienti, con i loro familiari, gli operatori sanitari e i ricercatori; a guidarla è il neurochirurgo Giuseppe Russo, che fa base all’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli.

“Un’alta percentuale di ictus potrebbero essere evitati se le cure fossero praticate in tempo utile presso strutture dedicate, ovvero le strutture neuro-vascolari. Molte persone sono a rischio e non sanno di esserlo. Altre non danno la dovuta importanza ai fattori di rischio. La maggior parte di quelle colpite giunge troppo tardi presso strutture spesso inadeguate ad affrontare con la dovuta competenza l'emergenza ictus”, spiega il medico napoletano. La mission della onlus, aderente alla Federazione Nazionale delle Associazioni per la Lotta all'Ictus Cerebrale ALICe Italia, è di migliorare le cure alle persone colpite da Ictus Cerebrale, a partire dalla realizzazione di una rete regionale delle unità Ictus in Campania.

Uno scopo non di poco conto se pensiamo che in Campania la mortalità per Ictus è ancora la più alta d’Italia e la Rete delle Unità Operative per la cura dell’ictus in acuto è ancora inesistente. Secondo il Ministero della salute, la nostra regione è al primo posto per mortalità da malattie del Sistema Circolatorio: il 17% più elevata per i maschi e il 26% per le femmine rispetto alla media nazionale; ancora all’ultimo posto della graduatoria nazionale per la “copertura della domanda di cure” (circa 100% in Valle d’Aosta, Umbria, Piemonte, Marche etc. mentre in Campania uno scandaloso 9,5%); altro record negativo per quanto riguarda l’offerta di terapie salvavita quali la “trombolisi” (intorno al 60% in Liguria, Emilia Romagna, Trentino etc. - solamente l'1,2% in Campania).

ALICe onlus ha sollecitato e partecipato alle varie commissioni di lavoro regionali per la realizzazione della Rete Ictus che si sono alternate negli ultimi 10 anni. “Ciò nonostante, la nostra pluriennale attività a diretto contatto con le persone, gli operatori e le realtà sanitarie – spiegano dall’associazione - ci impediscono di essere ottimisti circa la rapida e concreta attuazione della tanto agognata Rete per l’emergenza ictus, che finalmente oggi risulta ben delineata. Proponiamo un Patto per l’Emergenza Ictus in Campania capace di realizzare una sinergia di azione tra istituzioni, decisori tecnici e cittadini/utenti al fine di salvare vite umane, ridurre disabilità e sofferenze, dare dignità alle persone”.

Oltre a convegni e campagne di sensibilizzazione, l’associazione promuove iniziative volte a creare momenti di socializzazione e aggregazione tra le persone colpite dalla malattia, e organizza gratis servizi ricreativi e sociali, come corsi di yoga, tangoterapia, biodanza, musicoterapia. L’ultima iniziativa dal forte impatto sociale è il taxi-trasfer, offerto gratis per quattro mesi ai primi 30 iscritti alla Community ALICe incontra”. Si tratta di iniziative non sempre conosciute sul territorio ma che soprattutto incontrano spesso resistenze proprio nel paziente, come spiega il presidente della onlus, Giuseppe Russo: “Il paziente ha bisogno di essere coinvolto, quando non trascinato, facendolo uscire dal suo contesto, iniziative come quella del taxi collettivo vanno in questo senso, sperando di superare lo scoglio più grande, quello dell’isolamento e della depressione, in cui queste persone si ritrovano a vivere dopo la malattia”.

Maria Nocerino

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