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“Riparte il futuro” per una società senza corruzione

riparte il futuro“La corruzione è un fenomeno che attraversa l’Italia da Nord a Sud, e tocca la nostra società in maniera trasversale rappresentandone un elemento di devianza”. A spiegarlo è Pietro Mensi, campaigner di “Riparte il futuro”, la comunità digitale che conta oltre un milione di sostenitori, grazie alla quale nel nostro Paese, da tre anni a questa parte, si sta muovendo qualcosa per sconfiggere la corruzione. Anzitutto in termini normativi.

Pietro Mensi, insieme ad altre undici persone, fa parte del team di campaigner, esperti di  advocacy, con competenze specifiche in relazioni istituzionali, ricerca giuridica, grafica, web design, giornalismo e tutto ciò che serve per lanciare ogni sorta di battaglia on line per la trasparenza e la certezza del diritto.

Quello che ci sembra un fenomeno tanto lontano, la corruzione appunto, fa parte delle nostre vite quotidiane, molto più di quello che possiamo immaginare. Senza considerare il forte legame tra corruzione e criminalità organizzata, che fa del Sud un territorio particolarmente a rischio. Ma senza andare troppo lontano, dal posto di lavoro al voto per eleggere chi ci deve rappresentare a livello locale e nazionale, non c’è una sfera della nostra vita che sia completamente immune dal fenomeno corruttivo. È questo quello che gli esperti di “Riparte il futuro” vogliono dimostrare senza fronzoli e in maniera diretta, anche raccontando storie emblematiche. C’è, ad esempio, Andrea, che ha subito mobbing ed è stato ghettizzato fino al punto di essere cacciato dal posto di lavoro; o Simone, calciatore, che, dopo avere denunciato chi gli aveva promesso una tangente per truccare una partita, non ha più potuto giocare a pallone.

Questa è solo l’ultima delle campagne portate avanti da “Riparte il futuro”: chi la firma chiede al Senato italiano di fare la sua parte per proteggere i whistleblower, ovvero coloro che hanno il coraggio di denunciare l’illegalità e che rischiano (a volte anche la vita) per combattere la corruzione. Perché la corruzione non è altro da noi, fa parte delle nostre vite, e non è una questione etica ma squisitamente economica: da essa dipende il nostro futuro. “Un’Italia corrotta è un’Italia povera, senza lavoro, che non attira investimenti stranieri e non è capace di offrire un futuro a tutti, in particolare ai giovani” si legge sulla maggiore piattaforma digitale italiana, il cui quartier generale si trova tra Roma e Torino.

Ecco il modo di procedere del gruppo, come spiega Pietro Mensi: “Noi facciamo proposte specifiche, frutto di studi e ricerche, perché crediamo che il problema debba essere scomposto in tanti piccoli segmenti. Solo in questo modo lo si può aggredire e, infine, risolvere”. Una volta lanciata la petizione on line, si lavora per aggregare consensi, contando su una comunità di oltre un milione di persone: raggiunte le firme che servono, si porta la proposta di legge o la singola istanza al governo locale, nazionale o internazionale.

Tra le petizioni più importanti vinte da “Riparte il futuro” c’è quella che ha raccolto 500.000 per la riforma della legge sul voto di scambio politico-mafioso. L'articolo 416 ter risultava, infatti, inapplicato e inutilizzabile per perseguire quei politici che si accordano con le organizzazioni criminali. Un altro risultato importante ha riguardato la cessazione dei vitalizi ai parlamentari condannati per mafia o altri reati gravi: in questo caso, con la petizione più grande mai realizzata nella storia del nostro Paese (firmata da oltre mezzo milione di cittadini) un primo passo è stato fatto e si è ottenuto che, ad oggi, a 24 parlamentari condannati è stato revocato il vitalizio.

Il caso di “Riparte il futuro”, insomma, dimostra come oggi la Rete sia davvero capace di incidere sulla realtà, riuscendo nell’operazione di creare pressione sul potere politico. Una volta ottenuto un risultato in termini normativi, il lavoro del team anti-corruzione non si ferma, perché i campaigner vigilano sulla reale efficacia delle azioni.

Promosso inizialmente con il supporto di Libera e Gruppo Abele, oggi “Riparte il futuro” cammina sulle sue gambe in qualità di associazione autonoma e lavora in collaborazione con diversi partner italiani e internazionali impegnati sugli stessi temi.

Per saperne di più:

https://www.riparteilfuturo.it

Maria Nocerino