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Mercoledì 21 Ottobre 2020




Che Follia! Lo showroom più “pazzo” di Napoli

vesuviDietro a ogni manufatto, borsa, cappello, accessorio, c’è una storia da raccontare, un orizzonte da svelare al mondo. Succede a Che Follia!, non un negozio qualsiasi: un luogo di ritrovo e condivisione che valorizza la diversità, l’esempio di come si possa sperimentare un modello di consumo “alternativo” a Napoli, in quel centro storico considerato patrimonio dell’Unesco.

Aperto nel 2008 dal gruppo Gesco a via Tribunali 308, il punto vendita è gestito da giovani e adulti dei servizi di salute mentale della Asl di Napoli, per cui rappresenta l’ultimo passo di un percorso di reinserimento sociale. L’iniziativa oggi è portata avanti dalla cooperativa sociale Era e mira a creare a Napoli una vetrina dedicata a tutte quelle realtà produttive che fanno del benessere sociale la propria mission.

A Che Follia!, si possono acquistare borse realizzate con corda e carta, mobili restaurati, dipinti, manufatti in ceramica, palline e decorazioni natalizie, cappelli. Ma nel negozietto che si trova lungo la via dei Decumani, si possono trovare anche confetture, pasta, birra, vino e prodotti tipici provenienti dall’agricoltura biologica e sociale. “L’obiettivo – si legge sulla pagina Fb dello showroom - è gettare le basi per un nuovo modello di consumo a Napoli e in Campania: un consumo critico e responsabile, che tiene conto del valore sociale che un'impresa deve produrre. Che Follia! vende qualità, raccontando storie e regalando emozioni”. Ma lo scopo è anche quello di informare e sensibilizzare i cittadini sulla pericolosità del pregiudizio, offrendo largo spazio alle produzioni provenienti dalla filiera del riuso e del riciclo creativo.

Alla base della scelta di puntare sul riciclo creativo ci sono diverse motivazioni: non solo l’intento di lanciare una moda “virtuosa”, cioè quella di non buttare via le cose vecchie ma riadattarle, dar loro vita nuova, con un’attenzione così anche all’ambiente e al territorio come atto di responsabilità e cittadinanza, e il dato che i costi di produzione della filiera del riuso sono sensibilmente più bassi. Ma anche la metafora sottesa a tutto questo: nessuno si può buttare, tutti devono avere un’altra chance, soprattutto chi vive o ha vissuto un’esperienza di disagio e che rischia concretamente, senza l’aiuto e il supporto di una comunità attiva e coesa, di trovarsi ai margini, dimenticato, abbandonato, proprio come un rifiuto.

Con i prodotti artigianali a tema rigorosamente natalizio, che in questo periodo non possono mancare, le new entry dello showroom più “pazzo” di Napoli sono gli orecchini a cerchio ovvero le follie di geometria del laboratorio orafo di “Alternative Jewellery” e i portapenne in ceramica firmati “Arteteca”. In generale, tutto ciò che è in vendita esce dai laboratori di riciclo creativo realizzati nei centri diurni (Aquilone, Arteteca,, Canone Inverso, Lilliput, Santa Maria Antesaecula), dalle realtà campane impegnate nel no profit (La Roccia, Mishin, artigiana del tessile, cooperativa Milleunamano, cooperativa La Roccia, Lo Scricciolo, artigiana di bijoux, cooperativa Nesis e carcere di Nisida, cooperativa Re-sistenza), o che viene prodotto da imprese sociali operanti altrove (ricordiamo la cooperativa Rio Tera dei Pensieri, del carcere di Venezia, e la cooperativa Primavera 85, di Vicenza).

Insomma un mondo tutto da scoprire proprio a due passi da Napoli Sotterranea: sarebbe una follia non passarci almeno una volta!

Il negozio è aperto dalle 9.00 alle 20.00 con una pausa pranzo tra le 13.30 e le 14.00.

Info: chefollia@eracoop.it; www.eracoop.it

M. N.

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