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Giovedì 9 Luglio 2020




Napoli forma i medici del Benin

Protocollo di cooperazione internazionale e formazione sanitaria 

medici beninArriveranno a Napoli a metà settembre tre medici del Benin per seguire un'alta formazione presso le strutture ospedaliere napoletane. Si tratta del primo passo di un progetto finalizzato alla cooperazione internazionale e alla formazione sanitaria.

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Il 14 luglio è stato firmato il protocollo d'intesa nel Consolato del Bénin a Napoli dal Console Giuseppe Gambardella; il direttore del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica del Secondo Policlinico di Napoli, Carlo Vosa; l’azienda ospedaliera Pediatrica “Santobono Pausilipon” rappresentata dal direttore generale, Anna Maria Minicucci; l’associazione “MedicHelpAGdorsi Onlus” delle dott.sse Filomena e Marilina d’Orsi; la Madre Superiora dell’Ordine delle Povere Figlie della Visitazione di Maria, Suor Pasqualina Pignatiello; la Fondazione “Paolo Vive”, presieduta dal dott. Vincenzo Cangiano e il Centro medico comunale beninese di Kalelé, diretto dal dott. Boniface Kpacha.
"È una iniziativa dall’alto valore umanitario, oltre che socio-sanitario- chiarisce il console- il Consolato sarà l’organo supervisore e il nostro compito sarà quello di reperire dei giovani medici beninesi motivati e capaci. E' stato scelto il protocollo d’intesa proprio perché è un atto bilaterale e biunivoco che impegna entrambe le parti a perseguire lo stesso progetto, ovvero cercare di migliorare le condizioni di salute del popolo beninese. Il protocollo di intesa ha durata di tre anni con la possibilità di rinnovo". Dello stesso avviso Anna Maria Minicucci direttore generale del Santo Bono: "E' la prima volta che stringiamo un protocollo con un consolato, è un percorso che inizia oggi e può proseguire in una collaborazione stabile con l'invio di pazienti, medici e infermieri e attraverso il teleconsulto. E' l'emblema della solidarietà, la parte buona della napoletanità che mette in gioco il coinvolgimento e la disponibilità umana oltre che professionale".
"La situazione sanitaria del Benin è difficile da descrivere- racconta Roberto Pennisi, chirurgo che da quasi vent'anni si occupa di medicina della solidarietà-, la prima cosa che balza all'occhio è che la sanità è a pagamento. Ciò dimostra la grande povertà dello Stato e il diniego del diritto alla vita. In Uganda ho visto una camera operatoria dove camminavano avanti e indietro tre uccelli e in Benin la situazione è molto simile".
Il progetto è stato fortemente voluto dal console e dalle dottoresse Filomena e Marilina d’Orsi, due professioniste partenopee che conciliano la vita privata e professionale con le missioni umanitarie grazie alla loro associazione “MedicHelpAGdorsi Onlus”, che già da tempo opera in numerosi paesi africani.
"E' necessaria una dose massiccia di impegno e tenacia - spiega Marilina D'Orsi- per realizzare piccoli ospedali ed health center nelle aree più bisognose, là dove si può morire per un'infezione. Nonostante il momento storico renda le missioni sempre più difficili e pericolose andiamo avanti anche grazie ai nostri sostenitori, in particolare all'associazione Paolo Vive fondata da Carlo Simeoli e dalla moglie in memoria del figlio scomparso". Conferma la piena disponibilità Mena D'Orsi: "Siamo orgogliose di prendere parte a questo protocollo d'intesa di cui curiamo l'accoglienza di medici e infermieri. Si tratta della nostra terza missione in Africa e tra poco partiremo per il Togo dove stiamo facendo costruire un altro ospedale nel nord del paese".
"Al di là dello scopo primario di migliorare le competenze dei medici del Bénin, la stipula di questo protocollo rappresenta anche un momento di integrazione tra i due Paesi. C’è da precisare che ai giovani medici sarà applicato un piano di formazione, con un programma individuale. In più saranno seguiti e istruiti da un tutor, ovvero un medico di carriera della società ospedaliera ospitante. Al termine del periodo di formazione, previsto di tre mesi, il direttore dell’azienda ospedaliera fornirà una attestato che certifica le attività svolte dal tirocinante. Con l’intento di fargli acquisire competenze mediche utili allo svolgimento della loro attività una volta tornati in Bénin", ha sottolineato Gambardella.
Dei primi tre tirocinanti che arriveranno a Napoli a metà settembre, due provengono da Kalalè: il dirigente della struttura ospedaliera il dott. Boniface con una collaboratrice e una suora togolese che lavora presso ospedale pediatrico di Kandì.

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