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Martedì 25 Febbraio 2020




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Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze

Category: Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze
Creato il Lunedì, 21 Novembre 2011 13:27

In periferia sono di più i minori a rischio e i loro genitori

bambini-a-napoliIn una città come Napoli, tanto peculiare e disomogenea, operare nell'ambito sociale presuppone una conoscenza:  di bisogni, ansie, attese. Ma cosa succede all'ideale quando è ricondotto alla scala pratica della realtà di famiglie, alla loro urgenza? Qui dove ogni vicolo, ogni quartiere ha una storia da raccontare ed è quella delle persone che ci vivono, delle madri e dei padri, dei bambini che giocano a pallone disegnando porte nel vuoto in un esercizio che è più di fiducia che di fantasia, ci sono forze che operano assieme, non sempre in maniera consapevole,  e che costruiscono il futuro della città: i bambini e gli adolescenti che saranno i cittadini napoletani di domani, i loro genitori, e i soggetti che si prendono cura di loro.

Storia di Fortuna

Category: Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze
Creato il Lunedì, 21 Novembre 2011 13:27

«Quando l'ho conosciuta, Fortuna era una giovane donna, sola con tre bambini, ancora bella, chiusa tra le quattro mura di una piccola casa da dividere con una sorella malata. Era impaurita, angosciata, consapevole di avere un problema. Non riusciva a darne una definizione tecnica, non sapeva di soffrire di un Disturbo Ossessivo Compulsivo, ma capiva che c'era qualcosa che non andava nei suoi comportamenti». Fortuna non permetteva ai suoi bambini di toccare il pavimento per timore dello sporco; lavava e puliva ossessivamente mobili ed utensili; gettava via quanto le appariva contaminato dall'esterno, fuori dal disinfettato mondo in cui viveva lei e i suoi bambini. Poi ha chiesto aiuto e ha incontrato Serenella Adamo, psicologa e dirigente dell'Uosm D.S. 25 dell'Asl Napoli 1 Centro: «Questa giovane mamma si era già rivolta a noi pur non essendo riuscita ancora a mettere a fuoco i suoi problemi; contemporaneamente è stata segnalata ai servizi sociali l'evasione scolastica dei bambini. Avere tanti pazienti porta a non avere sempre una reale percezione dei problemi, ma in questo caso abbiamo avuto una prova che se più soggetti operano assieme è possibile sperare in una risoluzione».

Le cooperative per minorenni: lavorare in un contesto a rischio

Category: Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze
Creato il Lunedì, 21 Novembre 2011 13:27

A Napoli molti operatori sociali si dedicano anima e corpo all’assistenza dei minorenni in condizioni di difficoltà emotiva e di abbandono. Le cooperative ricoprono un ruolo salvifico soprattutto nei quartieri in cui la povertà e l’ignoranza mostrano a bambini e adolescenti come unica via di sopravvivenza la strada della criminalità, cancellando le alternative. E laddove altre possibilità esistono sono in pochi a resistere allo sfruttamento e alla tentazione di guadagni facili : lavorare una settimana come barista può fruttare 70 euro in totale, una sola giornata impegnata come “palo” per lo smercio di cocaina assicura 100 euro di paga. Gli operatori lavorano su due livelli. Il primo, volto alla cura e alla riduzione del danno, si dispiega attraverso lo strappare fisicamente dalla strada e da frequentazioni malavitose i ragazzini, e nell’intervenire per modificare le relazioni dannose createsi all’interno di famiglie multiproblematiche; operazione che richiede una stretta collaborazione con l’equipe di psicologi e psichiatri delle ASL e che in alcuni casi può portare all’allontanamento del minore dalla propria famiglia d’origine. Il secondo livello comprende le attività destinate al recupero di sani rapporti interpersonali e la formazione socio – culturale : rientrano in quest’ambito le attività ludico ricreative svolte in gruppo, i laboratori di arte e di teatro, l’animazione di strada, gli insegnamenti mirati a responsabilizzare il minore al rispetto delle regole, degli altri e di sé stesso.

Immagina tu: una storia vera

Category: Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze
Creato il Lunedì, 21 Novembre 2011 13:27

Chiudi gli occhi e immagina tu di avere 15 anni. No, non basta tornare indietro con la memoria a quando 15 anni li avevi davvero. Per far quello che ti chiedo devi, anzi, dimenticare e al bivio del tuo ricordo adolescente prendere una strada diversa, quella che porta sui Quartieri Spagnoli, Napoli-Napoli, centro del centro, case che non vedono il mare, e tu lì, ed è quasi estate, fuori c'è il sole, lo sai anche se non lo vedi, lo sai perché il caldo si è attaccato alle pareti di casa, la casa si è chiusa su se stessa anche se la porta è spalancata sul vico, l'aria si è fatta di colpo pesante come dopo un litigio. Tu, 15 anni, i litigi li conosci bene, sai già della praticità delle mazzate, l'hai scoperto che eri bambino ancora più di adesso, sei tornato da scuola e hai visto tua madre al balcone: “Mammà, io me trattengo abbascio”. Tua madre ha risposto: “No. Saglie che he abbuscà”, sali che devi prendere la tua quota parte di botte. Mestamente sei salito. Ed ad ogni gradino, 27, li hai contati, ti sei chiesto: “Perché?”

Video

Category: Bambini a Napoli: famiglie, quartieri, esigenze
Creato il Lunedì, 21 Novembre 2011 13:27

Video reportage

Category: Salute mentale a Napoli: servizio pubblico a rischio
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2011 16:40

Salute mentale a Napoli: servizio pubblico a rischio

Category: Salute mentale a Napoli: servizio pubblico a rischio
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2011 16:40

che-folliaGli utenti dei servizi di salute mentale in Campania rischiano in un futuro prossimo di non poter ricevere un’assistenza sanitaria pubblica per il tempo necessario alla loro riabilitazione. E’ quanto potrebbe avvenire per un decreto regionale approvato lo scorso gennaio. Non è ancora operativo ma già solleva polemiche. Il decreto regionale n. 5, in cui si prevedono criteri e modalità di accesso per le prestazioni sanitarie “in favore di cittadini adulti con disagio psichiatrico”, contiene, infatti, indicazioni precise sulla durata dell’attività terapeutica in base ai destinatari dell’intervento e i minuti di assistenza attribuiti a ciascun profilo professionale.

Fedele Maurano: “urgente attivare la presa in carico degli adolescenti”

Category: Salute mentale a Napoli: servizio pubblico a rischio
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2011 16:40

Fedele-MauranoIl dottor Fedele Maurano è il responsabile dell’Unità Operativa di salute mentale del distretto sanitario 30/ASL Na1 centro, in cui sono inseriti il centro di formazione “L’Aquilone services”, il centro diurno Gulliver,la SIR LaGabbianella. Sulla condizione dell’assistenza per la salute mentale a Napoli mette in rilievo alcuni aspetti positivi: “la rete creata in 25 anni ha consentito a molti utenti psichiatrici un reinserimento nella vita sociale”; il suo timore è che si “sanitarizzi il processo di cura e si trasformino i centri di salute mentale in ambulatori, mentre occorrono gruppo di lavoro multidisciplinari del privato sociale”.

Il reinserimento nella società, esperienze di un percorso possibile

Category: Salute mentale a Napoli: servizio pubblico a rischio
Creato il Lunedì, 01 Agosto 2011 16:40

La persona che soffre di una patologia psichiatrica anche grave può riallacciare relazioni umane e reinserirsi nella società: la psichiatria degli ultimi anni lo testimonia. Tuttavia nella società permane una diffusa convinzione che il “malato psichico” non sia recuperabile. “Questo forse dipende da una nostra incapacità di comunicare i risultati ottenuti” confessa lo psichiatra Michele Gargiulo.

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