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Mercoledì 19 Febbraio 2020




Sotto il segno della razza: lo sterminio dei bambini

Giorno della MemoriaAll’interno del programma di iniziative dedicate alla Giornata della Memoria promosso dal Comune di Napoli, il Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica (CIRB), in collaborazione con il Seminario Permanente «Etica Bioetica Cittadinanza» del Dipartimento di Scienze sociali dell’Università Federico II di Napoli, con il Comitato Etico dell’Ateneo federiciano, con l’Unesco Chair in Bioethics e con l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, promuove per lunedì 27 gennaio 2020 una iniziativa di commemorazione e di studio.

Il convegno «Sotto il segno della razza: lo sterminio dei bambini» si svolgerà a Napoli, presso l’Aula Magna della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Via Mezzocannone 8, e sarà articolato in due sessioni.

La sessione mattutina (ore 9.00), intitolata «Nati colpevoli» e presieduta da Andrea Patroni Griffi, Direttore del CIRB, sarà aperta dai saluti dei Rettori degli Atenei convenzionati, di Lydia Schapirer, Presidente della Comunità Ebraica di Napoli, di Ariel Finzi, Rabbino della Comunità Ebraica di Napoli, di Luisa Franzese, Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, di Claudio Buccelli, Presidente del Comitato Etico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, di Emilia D’Antuono ed Enrica Amaturo, Coordinatrici del Seminario Permanente «Etica Bioetica Cittadinanza». Relatrici e relatori si interrogheranno sulle implicazioni inedite della persecuzione dei bambini, che sono il paradigma dell’innocenza, motivata da costrutti ideologici razzisti e antisemiti. Il nazifascismo realizza con le camere a gas la distruzione di innumerevoli piccole vittime in nome dell’«igiene razziale» e trova la volontaria complicità di scienziati e pseudo scienziati che, compartecipi di teorie razziste e di prassi genocidarie, danno realtà storica a una ignota figura dell’umano: i bimbi-cavia per laboratori di sperimentazione. A questi temi saranno dedicati gli interventi di Giuseppe Lissa, Enrico di Salvo, Camilla Balbi, Gaetano di Palma e la testimonianza di Giorgio Sestieri. Nel corso della sessione, moderata da Claudio Buccelli, verranno interpretati brani tratti dalle opere di Primo Levi, Uri Orlev ed Elie Wiesel, a cura della compagnia Hypokritès, diretta da Enzo Marangelo.

La persecuzione dell’infanzia introduce al tema della riflessione pomeridiana: l’innocenza della stragrande maggioranza delle vittime dei lager, internati in forza dello stigma razziale e antisemita, non certo per imputazione di reati.

La sessione pomeridiana (ore 15.00) intitolata «No razza, sì cittadinanza», presieduta da Lorenzo Chieffi, propone una riflessione volta a mettere in luce i dispositivi ideologici attraverso cui la persona umana, ridotta a corpo «razzizzato» e deprivata di diritti e dignità, viene inghiottita nel vuoto di civiltà scavato in primis dalla cancellazione della cittadinanza e divenuto progressivamente il «buco nero» (Primo Levi) dei campi di sterminio. Le relazioni di Emilia D’Antuono, Carlo Alberto Redi, Marco Annoni, Pasquale Serrao D’Aquino e Giuliano Balbi si soffermeranno anche sul recente dibattito sviluppatosi intorno alla possibile eliminazione del termine razza dal lessico costituzionale. Proprio tale dibattito ha fatto emergere inequivocabilmente ambiguità e opacità della «parola maledetta» (Meuccio Ruini), ormai pienamente disvelata nella sua natura di menzogna scientifica, e ha riproposto l’inalienabilità della cittadinanza, fondata su riconoscimento e tutela dei diritti anche oltre i limiti nazionali, come uno degli indispensabili antidoti al razzismo comunque declinato e praticato. La sessione terminerà con gli interventi di Gianluca Attademo, Alessia Maccaro, Emilia Taglialatela e le conclusioni di Francesco Lucrezi.

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