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Mercoledì 17 Aprile 2024




A Napoli due iniziative di cultura e riflessione contro il razzismo

kalifoo groundNapoli che si sta mobilitando contro il razzismo con assemblee pubbliche in vista della manifestazione nazionale di novembre, promuove anche due iniziative culturali e di riflessione sul tema dell’immigrazione e dell’accoglienza, per un impegno in difesa della vita e dei diritti umani.

Riace, Catania, Roma. L’Italia che lotta per accogliere

Venerdì 5 ottobre alle 19.30 nello Spazio Comunale Piazza Forcella in via della Vicaria Vecchia 23, il Festival del Cinema dei Diritti Umani con l’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli promuoveRiace, Catania, Roma. L’Italia che lotta per accogliere”, l’incontro con i protagonisti di tre storie di migrazioni con testimonianze, contributi filmati da Riace e da Roma e un servizio fotografico del fotoreporter Cesare Abbate. A moderare la serata, introdotta dall’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, ci saranno Maurizio Del Bufalo, Coordinatore del Festival dei Diritti Umani, e il prof. Gennaro Avallone dell’Università' di Salerno. Il pubblico presente sarà coinvolto in un dibattito aperto per una riflessione collettiva sulle emergenze legate alle migrazioni che attraversano il nostro Paese. Con l’assistenza del presidente e del vicepresidente dell’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione, Lorenzo Trucco e Gianfranco Schiavone, e con la partecipazione di testimoni diretti come Yasmine Accardo, Adam Bosch e Abdelfetah Mohamed, la serata intende ripercorrere i giorni delle crisi umanitarie di Catania, di Roma e di Riace e stimolare una riflessione sulla situazione attuale e sulle misure di resistenza che si possono intraprendere. Ingresso libero.

“Kalifoo Ground”

Martedì 9 ottobre, alle 21.00, nel Cortile del Maschio Angioino, lo spettacolo Kalifoo Ground, docudanza ispirata ai sanguinosi eventi di Castelvolturno dove sei immigrati vennero brutalmente trucidati dalla camorra.

“Niente paura, niente sete, niente dolore, niente fame. Nigeria, Ghana, Sudan, Libia. Ho venduto pure l'anima e cammina cammina cammina. La fine di un incubo, LO SBARCO, l'inizio di un calvario e l'utopia di una vita migliore si spegne nelle gabbie del C.I.E., i Centri di Identificazione ed Espulsione dove, come animali, anime migranti aspettano che si compia il loro destino. Quelli che riescono a vivere si troveranno a fare i conti con LA SCELTA tra una vita legale fatta di stenti ed abusi, dove la dignità e' un lusso da conquistare, oppure una via più semplice ma imbrattata di violenza, sangue e dolore. Una crisi interiore che spinge alla protesta di chi non vuole piegarsi al proprio destino, di chi non vuole piegarsi al Padrone Bianco, allo spacciatore, al camorrista. Ma su tutto c'e' la violenza di chi vede gli immigrati gente da sfruttare. Anche la camorra ragiona così e non esita ad usare le armi per assoggettare una comunità e con LA STRAGE, spezza delle vite qualunque, anche di persone che non centravano nulla. A premere il grilletto la gente che vede gli immigrati tutti uguali. Tutti neri senza volto”.

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