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Martedì 20 Aprile 2021




La prima edizione del “Premio Carlo de Gaudio”

Premio Carlo de GaudioUn uomo di sport a tutto tondo, stimato e benvoluto da tutti, dalle grandi capacità comunicative e col fiuto per le intuizioni più improbabili che ha rappresentato la napoletanità e la vera anima dell’Italia nel mondo.

Era il ritratto chiaro e significativo di Carlo de Gaudio, capo delegazione della fortunata spedizione degli azzurri ai Mondiali di Spagna ’82, imprenditore di successo nonché presidente del Circolo Canottieri Napoli per lunghi anni. Una folta delegazione di tanti suoi colleghi autorevoli del mondo dello sport italiano lo ha voluto ricordare in occasione della prima edizione del “Premio Carlo de Gaudio” istituito proprio in memoria del dirigente sportivo. La cerimonia, che si è svolta sulle terrazze del ristorante “Le Arcate” in via Aniello Falcone, ha visto l’assegnazione del premio per la sezione atleti a Marco Tardelli, campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 1982 in terra spagnola. Lui fu uno dei protagonisti indiscussi della finale mondiale vinta 3-1 contro la Germania. Tutti gli appassionati di quell’epoca si ricorderanno con piacere che quel suo goal fu accompagnato da una sua straordinaria liberazione di gioia ribattezzata “l’urlo di Tardelli”, scolpito per sempre nella mente degli italiani per quella esultanza unica. «Il Commendatore era una persona di cui ti potevi fidare – ha affermato l’ex giocatore – Inoltre se avevi bisogno di raccontargli i tuoi problemi c’era sempre così come anche per una carezza o un rimprovero. È stato un grande dirigente equilibrista tra i giornalisti, Bearzot e noi calciatori». Nel corso della cerimonia, sostenuta dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e fortemente voluta dall’associazione “Amici di Carlo de Gaudio”, è stato premiato anche Mimmo Carratelli, prestigiosa firma de “Il Mattino”, per la sezione giornalisti. «Voglio ricordarlo non per la sua nota attività dirigenziale – ha dichiarato lo storico giornalista Carratelli che è stato anche il biografo di Carlo de Gaudio – ma per la sua genialità in ambito imprenditoriale nel dopoguerra tirando l’Italia fuori dalle macerie: quando in un viaggio in Argentina comprò 500 tonnellate di carne argentina che rivendette il giorno seguente alla Simmenthal e nel momento in cui produsse i famosi sacchetti a perdere della spazzatura fondando due fabbriche». Il premio, consegnato da Chantal e Ugo (figli di Carlo de Gaudio), è consistito nel rilascio di un’opera d’arte a forma di onda in perfetto stile barocco napoletano, realizzata dall’artista Lello Esposito. E per chi non lo sapesse il compianto dirigente della Figc, come rivelato dal giornalista Franco Esposito, fu colui che portò l’allenatore Luís Vinício al Napoli ed è stato il grande protagonista della trattativa che sancì l’approdo di Diego Maradona all’ombra del Vesuvio. Infatti de Gaudio, in una notte a Zurigo, confidò al presidente partenopeo di allora Corrado Ferlaino che c’erano tutti i presupposti affinché “il Pibe de Oro” vestisse la maglia azzurra. “Il Commendatore” era molto rispettato dai potenti del calcio del passato, da Blatter a Grondona fino a Platini, ed essendo stato allievo del grande dirigente sportivo Artemio Franchi disponeva di grandi competenze nel settore tanto da essere rimasto per molti anni negli organismi della Uefa e della Fifa. «Carlo de Gaudio – ha detto Carlo Verna, il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti – ha lasciato un patrimonio di valori in termini di laboriosità e passione sportiva che noi dobbiamo celebrare non solo ora ma anche negli anni a seguire».

Alessio Bocchetti

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