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venerdì 22 Novembre 2019




L’Afro Napoli ricevuta a Palazzo San Giacomo per i 10 anni del club

Afro Napoli dieciUn giusto tributo ad una realtà consolidata che progressivamente nel giro di dieci anni è diventata non solo la seconda squadra della città ma altresì un simbolo di sport, di vita, di aggregazione nonché di inclusione sociale che si pone l’obiettivo di combattere il razzismo ed ogni forma di discriminazione a tutte le latitudini dentro e fuori dal campo.

Insomma una bella storia che merita di essere raccontata perché unica nel suo genere. Stiamo parlando dell’Afro-Napoli United, una società di calcio che milita nel campionato di Eccellenza, che è stata ricevuta nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo dall’assessore allo Sport del Comune di Napoli Ciro Borriello che l’ha omaggiata (con le medaglie della città a fine cerimonia in segno di riconoscenza a tutti i componenti della società e agli atleti biancoverdi) per celebrare il decimo anniversario della fondazione del club nel corso del convegno dal titolo “Sport e Migrazioni: 10 anni di Afro-Napoli United”.

Si tratta di un traguardo ragguardevole per il club multietnico che, partito una decade fa dal basso ovvero dalla Terza Categoria (prima ancora soltanto nei tornei amatoriali), con il coraggio delle sue idee forti e innovative nella figura del presidente visionario Antonio Gargiulo, è riuscito a scalare posizioni nelle gerarchie dei livelli del campionato italiano approdando l’anno scorso nel torneo di Eccellenza per la prima volta nella sua storia e riuscendo a centrare parimenti quattro promozioni in sei anni.

Nel corso dell’evento, patrocinato dal Comune di Napoli e moderato dal giornalista Marco Caiazzo, è emerso chiaramente il salto di crescita dei leoni, sviluppatosi nel corso del tempo, e anche quelle che sono le loro grandi ambizioni. Una società che vuole migliorarsi anno dopo anno e che oggigiorno saldamente si attesta nelle zone alte del massimo campionato regionale. In aggiunta il club multietnico ha conquistato il suo spazio nel mondo del calcio dilettantistico in maniera legittima tanto che annovera allo stato attuale sette squadre ufficiali (prima squadra, juniores per il campionato giovanile, squadra per il torneo amatoriale, squadra di calcio a 5 femminile, categoria 2003-Under 17, categoria 2004-Under 16 e categoria 2005-Under 15).

Emozioni intense ha suscitato tra i presenti nella Sala Giunta il video celebrativo, realizzato da Giovanna Amore e Celeste Sabatino, del decennale della squadra nel momento in cui sono stati intervistati alcuni dei protagonisti della cavalcata biancoverde senza dimenticare che c’è stata anche un po’ di commozione non appena è stata ricordata la memoria di Valerio Basile, compianto sostenitore dell’Afro Napoli.

Per il presidente biancoverde Antonio Gargiulo «il bilancio di questi dieci anni è complesso ma allo stesso tempo appassionante» perché afferma che «è stato fatto un lungo viaggio, girando il mondo pur restando a Napoli, nelle culture e nelle vite di centinaia di persone che vivono in questa città, napoletani e non, e che provengono da qualsiasi parte del mondo». Al convegno hanno partecipato pure Miriam Peruzzi, talent scout internazionale, che lavora da un paio di anni con l’Afro Napoli e che grazie a questa collaborazione è nata l’Academy con lo scopo di preparare e formare i calciatori non solo per farli giocare con la maglia dei leoni ma magari per farli debuttare anche nel mondo del calcio professionistico; Laura Marmorale, Assessore ai Diritti di cittadinanza e alla Coesione sociale, ed Erminio Fonzo, ricercatore dell’Università degli Studi di Salerno. Quest’ultimo ha scritto il libro “Sport e Migrazioni. Storia dell’Afro-Napoli United” incentrato sull’intero percorso decennale dei leoni.

Invece l’assessore comunale allo Sport Ciro Borriello ha definito «la società multietnica una storia bellissima ed un esempio per tutti» annunciando inoltre che «ci sono degli impianti ristrutturati che possano finalmente ospitare l’Afro Napoli e che da novembre saranno a disposizione molti campi di periferia»  ventilando l’ipotesi secondo cui il «club biancoverde potrebbe giocare anche al San Paolo in caso di playoff».

Alessio Bocchetti  

  

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