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Martedì 16 Ottobre 2018




Mr. Fasano: «Il calcio è filosofia di vita»

Fasano Afro NapoliSalvatore Fasano è il vice allenatore dell’Afro Napoli e attualmente ha assunto le veci di mister Ambrosino che è squalificato e non può sedersi sulla panchina biancoverde fino al prossimo 13 ottobre. L’allenatore in seconda, che è alla guida dei leoni da quattro stagioni consecutive (il primo anno e mezzo ha allenato la Juniores), è una persona pragmatica, obiettiva e professionale che può insegnare a chiunque quanto conti in un ambito sportivo la cultura del lavoro, suo vero marchio di fabbrica e unico biglietto da visita per poter conseguire risultati soddisfacenti nel mondo del calcio.

E per chi non lo sapesse da quest’anno mister Fasano è anche allenatore dell’Afro Napoli Juniores il cui campionato è iniziato da un giorno e che è una vetrina importante per gli under. Intanto il cammino della prima squadra multietnica in Eccellenza procede a vele spiegate: per i leoni è un periodo brillante perché sono reduci dalla prima vittoria in trasferta (6-1) in campionato contro la Virtus Volla che è valsa il secondo posto in classifica. Ed è grazie anche ai continui consigli di mister Fasano ai calciatori a bordocampo che all’Afro Napoli persiste la continua ricerca del miglioramento con l’obiettivo di vincere sempre più partite.

Un commento sulla squalifica di mister Ambrosino che è in corso fino al 13 ottobre. Cosa gli dicesti non appena sapesti di questa sanzione?

A dire il vero sono rimasto molto sorpreso di questo provvedimento anche perché potrebbe sembrare un’ovvietà ciò che dico ma mister Ambrosino non si rivolse in modo maleducato all’arbitro Andolfi nel match Albanova-Afro Napoli e chiese cortesemente solo dei chiarimenti sul perché il recupero dato (4 minuti) fosse così esiguo dopo sette sostituzioni effettuate nel match. Il nostro allenatore è garante di professionalità e di una mentalità vincente nel club e per me è un autentico maestro.

Cinque partite fin qui disputate: 10 punti in classifica, frutto di tre vittorie, un pareggio e una sconfitta e l’Afro Napoli che si è portata a meno uno dalla vetta. In che modo affrontate i match?

L’aspetto vincente dell’Afro Napoli è che tutti gli impegni, compresi anche gli allenamenti, vengono presi con grande professionalità ed attenzione. Ognuno di noi svolge il proprio lavoro al massimo, quindi si innesca un circolo virtuoso che porta tutti i componenti di questa società ad affrontare al massimo ogni tipo di partita.

Mister chi è l’anti-Afro Napoli: è l’Afro Napoli stessa?

Dico di sì: noi dobbiamo pensare a fare il nostro lavoro. Sicuramente gli avversari hanno una rilevanza ed è giusto affrontarli conoscendoli appieno e prendendo le dovute contromisure però nel calcio la sfida la dobbiamo porre sempre a noi stessi: quindi anche dopo una partita o un allenamento chiederci sempre se siamo riusciti nei singoli gesti ad ottenere il massimo. La nostra filosofia sportiva è questa: riflettere sugli errori e il passo successivo è cercare di non ripeterli. Nel calcio come nella vita se siamo deterministi sappiamo che tutto quello che succede avviene per un motivo ben preciso.

Chi ti sta sorprendendo di più tra i calciatori in allenamento?

Fare un nome significa fare un torto a tutti gli altri: riscontriamo però durante le sedute di allenamento a partire dal primo under fino al calciatore più grande, Babù, un livello di professionalità molto elevato. I ragazzi hanno uno spirito di dedizione al lavoro che è impeccabile e parlo pure per i nuovi arrivati. Chi è in grande forma in questo periodo è Marigliano: è un calciatore serio, disponibile, insomma un vero atleta.

Dodò in Eccellenza è primo nella classica marcatori (5 goal) insieme con Castiello (Virtus Volla) e Grezio (Frattamaggiore). È più facile che il talento capoverdiano vinca il titolo di miglior goleador nel torneo o che l’Afro Napoli vinca il campionato?

Bella domanda: io non posso prevedere il futuro però mi auguro di raggiungere entrambi gli obiettivi. Realisticamente parlando ci sono squadre blasonate nel nostro girone A che partono con qualche vantaggio in più rispetto a noi anche in termini di risorse. Non si dimentichi comunque che l’Afro Napoli è una neopromossa e che per tanti di noi è la prima esperienza in Eccellenza. Pensare di poter vincere il campionato è un obiettivo ambizioso ma al contempo difficile. Il nostro scopo è fare bene e restare agganciati sempre alle prime posizioni.

Le avversarie cosa temono dell’Afro Napoli?

L’organizzazione: ognuno di noi fa la propria parte, nel club tutte le “caselle” sono occupate in modo intelligente nonché professionale e di questo va dato merito al nostro presidente Antonio Gargiulo che è onnipresente in tutti gli ambiti di questa società. La vera sposa del nostro capo è l’Afro Napoli (ride, ndr).

In questa società si curano molto i dettagli, vero?

Assolutamente: all’Afro Napoli valutiamo i fattori della prestazione che sono quello tecnico, tattico, atletico e mentale. In questo momento sul piano tecnico disponiamo di una squadra di altissimo valore; dal punto di vista tattico abbiamo raggiunto un lavoro di organizzazione che si può definire notevole; finora anche quest’anno la squadra non ha subito infortuni rilevanti quindi significa che il lavoro dal punto di vista atletico come nella passata stagione ha dato i suoi frutti; dal punto di vista mentale voliamo sulle ali dell’entusiasmo perché le vittorie sono il sale di questo sport e siamo carichi dopo aver battuto la Virtus Volla sia in Coppa Italia Dilettanti che in campionato.

Cosa ha l’Afro Napoli che non ha il Napoli?

La differenza sostanziale è che nel nostro piccolo la nostra società è legata ai propri sostenitori: il club biancoverde, rappresentato da valide figure dirigenziali, è vicino alla nostra tifoseria, la Brigata Spalletella, e anche a quelle che sono le problematiche relative al mondo dell’immigrazione. Ciò che si nota quando qualcuno assiste ai nostri match al Vallefuoco è che c’è allegria, condivisione e non opposizione. Tutti remano nella stessa direzione ed è un vantaggio clamoroso per noi rispetto al Napoli dove purtroppo attualmente c’è una grande contrapposizione tra società e tifosi.

Alessio Bocchetti

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