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Martedì 21 Agosto 2018




Ambrosino: «Afro Napoli avversario difficile per tutti»

mister AmbrosinoRipartire da zero con sacrificio, forza e passione dopo la grande conquista della Promozione dell’anno scorso con l’intento di continuare a stupire e migliorarsi anche in Eccellenza. È iniziata ufficialmente la stagione 2018/2019 dell’Afro Napoli. I leoni da qualche giorno si sono ritrovati prima al “Vallefuoco” e poi al “Kennedy” per dare il via alla preparazione estiva sotto gli occhi attenti di mister Ambrosino. Intervistiamo l’allenatore, alla sua seconda stagione alla guida tecnica dei multietnici, che loda la sua squadra per il valore e la competitività raggiunti e fissa gli obiettivi dell’Afro Napoli nel massimo campionato regionale.

In cosa consistono le sedute di allenamento nei primi giorni di raduno?

«Questo è il periodo chiave per mettere benzina nelle gambe perché i ragazzi sono stati fermi per un certo periodo di tempo e allora va privilegiata soprattutto la tenuta fisica con lavori preventivi per non incorrere in infortuni. Da questa settimana inizieremo le doppie sedute e andremo più nei dettagli nella preparazione e avremo oltretutto anche l’organico al completo».

Quali sono gli obiettivi dell’Afro Napoli?

«Mi piace lavorare e non fare proclami. La società, lo staff e la squadra sono consapevoli dei propri mezzi e delle avversità che si possono incontrare in Eccellenza. Da parte nostra non mancherà mai l’entusiasmo, la voglia e la passione per regalare grandi gioie ai nostri tifosi e alla nostra società che non ci fa mai mancare nulla. A fine campionato il campo, che è il miglior giudice per valutare un’annata, dirà se siamo stati bravi oppure potevamo fare qualcosa in più».

Resteresti tanti anni alla guida dell’Afro Napoli?

«Non mi precludo nulla anche perché con il presidente ho un rapporto di grande stima e rispetto. Trovare oggi società così organizzate come l’Afro Napoli è raro. Io mi sento legato a questo progetto perché ne ho preso parte la scorsa stagione vincendo. Anche quest’anno mi sono arrivate proposte da altri club ma io non ho esitato un attimo a rifiutare dal momento che confido molto in questa società e nel futuro roseo che l’attenderà».

Come si può migliorare un organico del genere che ha già dimostrato di essere importante con la vittoria dello scorso anno in Promozione?

«In grande sintonia e in sinergia con la società e il ds sportivo Varriale abbiamo deciso di comune accordo di non smantellare la rosa che è già collaudata anche per una questione di riconoscenza nei confronti dei calciatori che hanno sposato il progetto nonostante fossero di una categoria superiore. L’organico andava solo puntellato con pochi innesti in alcuni reparti e così è stato fatto».

Hai fatto qualche discorso in particolare ai nuovi calciatori?

«Si, ho detto loro che non avranno nessuna difficoltà ad inserirsi nel gruppo perché è sano e genuino ed è composto da ragazzi eccezionali. Inoltre alla squadra ho detto che nel calcio come nella vita bisogna mettersi in discussione e bisogna ripartire con umiltà ed azzerare tutto quello che è stato fatto l’anno scorso perché fa parte ormai del passato che è storia da raccontare in futuro». 

Hai pensato di apportare delle modifiche tattiche all’Afro Napoli visto l’acquisto di Sogno che svaria su tutto il fronte di attacco?

«In linea di massima abbiamo sempre giocato con il 4-3-3. Sicuramente lavoreremo anche su un altro sistema di gioco perché abbiamo una rosa che ci fa ben sperare per il futuro. In attacco siamo messi bene e cercheremo di sfruttare tutto quello che è il nostro potenziale offensivo».

Secondo te quali sono le squadre sulla carta più accreditate per la vittoria in Eccellenza?

«Io credo il prossimo campionato sarà molto difficile e lo si può paragonare ad un “secondo campionato di Serie D”. Ci sono squadre blasonate che hanno fatto investimenti imponenti e che hanno una grande storia calcistica alle spalle come l’Afragolese, Giugliano, Gladiator e Frattese. Ma senza ombra di dubbio l’Afro Napoli sarà un avversario difficile per tutti e venderà cara la pelle».

Alessio Bocchetti 

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