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Mercoledì 2 Dicembre 2020




Sogno “sposa” l’Afro Napoli

SognoL’Afro Napoli de “Il Che Gargiulo” è un rullo compressore non solo in campo ma anche in ambito dirigenziale. La società multietnica è letteralmente scatenata sul mercato in entrata e ha iniziato a fare la voce grossa assicurandosi le prestazioni sportive dell’attaccante Santiago Sogno.

Il bomber argentino, classe ’89, che è stato corteggiato in passato dai multietnici, rappresenta un acquisto di quantità e qualità a servizio dei leoni in vista del prossimo campionato di Eccellenza e siamo pur certi che l’ex Central Córdoba farà faville in campo al Vallefuoco data la sua comprovata esperienza calcistica in Serie D e in Eccellenza.

Come è maturata la scelta di venire all’Afro Napoli?

Sono venuto a Napoli con grande entusiasmo e la voglia di vivere una nuova esperienza. Mi sono messo in gioco in un posto dove non mi conosce nessuno e spero di poter ripagare al meglio la fiducia della società.

Cosa ti ha colpito di questa città?

Io ho girato parecchio al nord Italia e in Europa e posso garantire di non aver mai visto una città fantastica come questa. Napoli è speciale e l’ho notato sin da subito: sembra di stare in Argentina per il calore della gente e per il modo di vivere in tutti i sensi. I partenopei vivono di calcio ventiquattro ore su ventiquattro e in questo posto mi sento come se fossi a casa mia.

Hai un soprannome?

Mi chiamano “El Loco” nel senso buono del termine sia nella vita privata che in campo per l’imprevedibilità delle mie giocate coraggiose.

Te la senti di promettere ai tifosi una stagione in doppia cifra?

Lo spero vivamente anche perché è il compito di qualsiasi attaccante segnare tanti goal. Io do l’anima sia agli allenamenti che in partita perché il calcio oltre ad essere la mia passione è anche il mio lavoro. In questo settore poi, si sa, non c’è nulla di scontato e si deve sempre dimostrare il proprio valore sul rettangolo verde.

Qual è l’obiettivo dell’Afro Napoli?

Giocare al massimo delle nostre possibilità in Eccellenza e pensare partita dopo partita essendo una neopromossa. Da marzo in poi vedremo in quale zona della classifica ci troveremo e solo allora inizieremo a fare i conti.

Hai avuto modo di parlare con mister Ambrosino?

Si, durante il mio giorno di presentazione e mi ha fatto sentire subito a mio agio chiedendomi quali fossero le mie caratteristiche in campo. Mi hanno parlato bene del mister: so che fa giocare alla perfezione le squadre che allena e la manovra dell’Afro Napoli inizia sempre palla a terra proprio come piace a me.

Che tipo di giocatore sei?

Non sono una classica prima punta anche perché sono un calciatore non molto alto (1,80 centimetri) a cui piace svariare su tutto il fronte d’attacco. Inoltre riesco a pressare i difensori, vado incontro alla palla per sviluppare il gioco in ampiezza, non do punti di riferimento e quando serve indietreggio per dare una mano a centrocampo.

Qual è il campione a cui ti ispiri?

Ce ne sono diversi: da piccolo tifavo per il Racing Club perché lì giocava Diego Milito. Quando sono arrivato in Italia “ho perso la testa” per il Pocho Lavezzi con la maglia del Napoli. I miei idoli chiaramente sono sia Maradona che Messi.

Che tipo sei fuori dal campo?

Sono un ragazzo trasparente, divertente, positivo e un po’ timido che entra pian piano in sintonia col gruppo perché sono molto rispettoso e alla fine mi trovo sempre bene con tutti.

Che differenze ci sono tra il calcio argentino e quello italiano?

A dir la verità in Argentina ho giocato fino a 16 anni per poi venire in Italia: per le partite che vedo però c’è da dire che lì ci sono più giocate singole e il calcio è più fisico e dinamico. Invece in Italia siete i maestri della tattica.

Alessio Bocchetti   

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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